Il prossimo numero della nuova rivista di fashion Love stimola una discussione di cui si fa capofila il New York Magazine, che si chiede se sia per forza necessario, per vendere, utilizzare foto di nudo in copertina.
L’ultimo numero della rivista, che ha messo in fibrillazione il mondo dei blogger di fashion per le sue copertine di top models completamente nude, compare con tre copertine differenti: una riservata alla ventiseienne Lara Stone, una al diciannovenne Jeneil Williams ed una alla quarantatreenne Kristen McMenamy, ultima in ordine di uscita.
In precedenza ad apparire sulle copertine di Love erano state Beth Dutto, che oltretutto si era lamentata del fatto che il magazine avesse ritoccato con Photoshop la sua foto per farla apparire più grassa di quanto sia in realtà ed il bassista Alex Hartley, senza camicia. Secondo il New York Magazine questa iniziativa di Love deriverebbe dalla convinzione che, per lanciare una rivista, sia necessario fare affidamento sul nudo, per attrarre i clienti.
Eppure, concludono, una rivista di fashion dovrebbe avere argomenti a sufficienza per essere apprezzata, senza dover ricorrere a questi stratagemmi…
Sono rimasta colpita, lo devo proprio dire, dal cortometraggio dal titolo Gaia Lopresti, che racconta di una ragazza travolta dall’ansia di trovare amici su Facebook, che oggi si può sicuramente affermare essere il numero uno tra i social network, quello più famoso ed utilizzato (anche io ho un account su Facebook, e presto lo avrò anche su Twitter, e su Myspace eccetera…).
E’ effettivamente un’ansia che ti può prendere, ma mi sembra che la regista, peraltro veramente bravissima a girare, ed anche l’attrice, molto intensa, (ricorda Audrey Hepburn vero?), sembrano voler accusare Facebook di essere in qualche modo lo stimolo per cadere in questo vortice di solitudine e di amicizie tanto virtuali quanto inconsistenti. Forse che la nostra Gaia, che alla fine del filmato si accascia triste sul tappeto nuda, non sarebbe stata allo stesso modo sola anche senza l’aiuto di un computer?
Quanti ragazzi e ragazze vediamo con la stessa espressione di solitudine dipinta negli occhi anche in discoteca, per la strada, nei locali che frequentiamo? Quanti di quelli invece che sembrano divertirsi e sorridere quando in realtà sono soli, ma veramente soli, nel loro intimo?
Forse la rete non fa altro che amplificare una tendenza già in atto.
In ogni caso è da guardare, e la Apple potrebbe benissimo utilizzarlo per uno spot.
Dimenticavo: sembra che Gaia sia stata cancellata da Facebook, ma poi sia stata fatta rientrare….
Gaia Lopresti: una vita virtuale
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di Emilia Ricasoli con Fanny La Monica, d.o.p. francisco Gaete Vega, montaggio Alessandro Marinelli, operatore Luca Silvagni, aiuto regia Manuela Cutolo, edizione Lorena Guglielmucci, fonico Valerio Rinaldi, trucco Simone Andrea Marchi
Avevo trovato un annuncio per un lavoro online, si trattava di realizzare ricette di cucina per un paio di blog. Il compenso non era male, 2,5 € ad articolo, e mi ci ero messa di impegno per ricercare le fonti, consultando internet, leggendo libri di cucina, e telefonando a nonne mamme e zie per approfondire e personalizzare le notizie.
Tutto sembrava andare a gonfie vele, avevo un account su un csm worpress, avevo realizzato già una ventina di articoli con tanto di formattazione, parole chiave (keywords in ottica SEO) e corredo fotografico ( avevo persino perso qulche tempo a realizzare da me piatti e fotografie). Dopo i primi 20 articoli, (50 €, di questi tempi di crisi finanziaria…) mando un avviso al committente, per avere un primo pagamento: scomparso!
Niente risposte via mail se non un generico primo contatto del tipo “Mi faccia sapere con anticipo quando vuoe essere pagata” e poi più nulla.
Ho aspettato un giusto periodo di tempo, per ulteriori comunicazioni, un mese per essere precisi, e poi mi sono stufata, ho preso su, mi sono collegata ai siti ed ho cancellato tutti i post con il mio lavoro.
Ora ho 20 ricette fatte e finite, personali ed altamente accurate, e non so di preciso cosa farmene, rivenderle online? pubblicarle sul sito?
Un consiglio per i webwiter: se i vostri contatti con il committente sono solo via mail, o avete la pazienza di scrivere mail ed aspettare, pregare, scongiurare per il pagamento, oppure conviene mettere alla prova chi vi da il lavoro dopo pochi articoli per valutare che sia una persona affidabile. E pretendere un pagamento settimanale è sicuramente la maniera migliore per farsi poco danno..