Sono rimasta colpita, lo devo proprio dire, dal cortometraggio dal titolo Gaia Lopresti, che racconta di una ragazza travolta dall’ansia di trovare amici su Facebook, che oggi si può sicuramente affermare essere il numero uno tra i social network, quello più famoso ed utilizzato (anche io ho un account su Facebook, e presto lo avrò anche su Twitter, e su Myspace eccetera…).
E’ effettivamente un’ansia che ti può prendere, ma mi sembra che la regista, peraltro veramente bravissima a girare, ed anche l’attrice, molto intensa, (ricorda Audrey Hepburn vero?), sembrano voler accusare Facebook di essere in qualche modo lo stimolo per cadere in questo vortice di solitudine e di amicizie tanto virtuali quanto inconsistenti. Forse che la nostra Gaia, che alla fine del filmato si accascia triste sul tappeto nuda, non sarebbe stata allo stesso modo sola anche senza l’aiuto di un computer?
Quanti ragazzi e ragazze vediamo con la stessa espressione di solitudine dipinta negli occhi anche in discoteca, per la strada, nei locali che frequentiamo? Quanti di quelli invece che sembrano divertirsi e sorridere quando in realtà sono soli, ma veramente soli, nel loro intimo?
Forse la rete non fa altro che amplificare una tendenza già in atto.
In ogni caso è da guardare, e la Apple potrebbe benissimo utilizzarlo per uno spot.
Dimenticavo: sembra che Gaia sia stata cancellata da Facebook, ma poi sia stata fatta rientrare….
Gaia Lopresti: una vita virtuale
short hdv 4.15
di Emilia Ricasoli con Fanny La Monica, d.o.p. francisco Gaete Vega, montaggio Alessandro Marinelli, operatore Luca Silvagni, aiuto regia Manuela Cutolo, edizione Lorena Guglielmucci, fonico Valerio Rinaldi, trucco Simone Andrea Marchi
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