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I tacchi hanno sempre rappresentato un mito della calzatura femminile, dalle incredibili deformazioni a cui erano sottoposte i piedi delle donne cinesi, agli stivaletti delle dame del ‘700 francese.

Altezze vertiginose

Altezze vertiginose

Ed è stato un mito anche della moda occidentale moderna, che forse è stata quella che ha spinto la calzatura femminile a vette difficilmente eguagliate in passato. Ricordiamo le scarpe fetish con cui Betti Page “camminava” nelle foto e nei rari filmati degli anni ‘50, le tipiche zeppe degli anni ‘60, con il tacco largo, che improvvisamente avevano fatto scomparire da mercati e boutiques le scarpe con i tacchi a spillo. Erano anni di contestazione, e probabilmente il tacco a spillo era considerato troppo succube dell’immaginario e del desiderio maschile. Le ultime collezioni presentate quest’estate hanno ripescato il tacco, quello deciso ed alto, minimo 12 centimetri, che slancia le gambe, e appaiato a gonne mini le fa risaltare e risplendere.

La novità se vogliamo riguarda le forme del tacco, per le quali non esiste più un canone che viene rispettato universalmente ma piuttosto le proposte sono variegate, differenziate da stilista a stilista.

Chi recupera il classico stiletto e chi invece trasforma il tacco in una vera e propria scultura artistica, chi rivisita le zeppe anni ‘60 impreziosendole di paillettes e cristalli, chi ricorre alla fisica ed all’ingegneria per proporre scarpe che, a vederle, non danno alcun affidamento in quanto a sicurezza e portabilità. A scorrere in TV le anticipazioni sulle prossime collezioni sembra che la tendenza esplosa quest’estate sarà riconfermata il prossimo anno.